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Le biglie da spiaggia

Etnologia
Antropologi ed archeologi ci assicurano che qualcosa di simile all'odierno gioco delle biglie era praticato già nell'antico Egitto e in altre antiche civiltà. Se non ci è dato conoscere quando sia stata fabbricata la prima biglia propriamente detta, appare evidente l'antico utilizzo di sassolini, noccioli di pesche o albicocche, fave secche, noci od altro per scopi inerenti a vicende che possono essere in qualche modo riunite sotto il comune denominatore del termine "gioco".

Gli aspetti etnologici della storia delle biglie sono molto ampi ed interessanti, ma noi dell'accademia della sabbia, in questa pagina tratteremo specificatamente delle cosiddette: Biglie da spiaggia.

Un po' di storia
La storia del gioco delle biglie da spiaggia è relativamente recente ed è strettamente collegata alla storia del turismo balneare.

Essa nasce infatti agli inizi del secolo scorso ed ha avuto il suo specifico boom negli anni '60 con l'esplosione del turismo balneare di massa.

In questo periodo ha fatto la sua comparsa ciò che in questo settore ha rappresentato un'autentica innovazione tecnologica: la biglia di plastica.

Le caratteristiche di peso e resistenza e bassissimo costo della biglia di plastica hanno fatto si che si adattasse benissimo al gioco in spiaggia.

Tuttora la biglia di plastica è di gran lunga la più usata sulle piste di sabbia e non sembra per ora esserci un materiale concorrente.

Se c'è una disputa invece è su quali siano le dimensioni ed il peso ottimali che la biglia dovrebbe avere.

Gli anni '80 e '90 hanno visto una vera e propria crisi di questo gioco e vedere qualcuno intento a costruire una pista o chinato in qualche strana posizione per colpire la biglia è diventato un'autentica rarità.

Questo fenomeno va probabilmente inquadrato nella complessa trasformazione che la nostra società ha subito negli ultimi decenni, il modo di giocare delle nuove generazioni di bagnanti costituisce solo un piccolo aspetto di questi cambiamenti.

Sociologia a parte, il risultato è che oggi sono rimasti davvero in pochi a praticare questo gioco che nel suo piccolo ha scritto una delle pagine più simpatiche della storia del turismo balneare.

Le biglie da spiaggia oggi
Pare proprio che siano finiti i tempi in cui la battigia delle nostre spiagge brulicava di ragazzini e non solo intenti a costruire una parabolica o a disputarsi un arrivo.

Lo spostamento verso l'alto della fascia di età dei praticanti non ha trasformato il gioco nella sua essenza, ma ne ha sicuramente affinato lo sviluppo tecnico , sulla qualità delle biglie usate, sulla perizia di costruzione della pista, sulle tecniche di tiro fino alla redazione di un regolamento preciso.

I gruppi che si riuniscono a giocare non sono più vicini di ombrellone che hanno fatto amicizia durante le ferie, ma persone che si conoscono e riuniscono da tempo per coltivare la comune passione.

Qualche considerazione
È un peccato che questo gioco non incontri più il favore delle ultime generazioni: a ben pensarci infatti oltre ad essere una pratica molto economica e popolare ha sicuramente un grande valore pedagogico. Tanto per cominciare è praticamente un gioco a costo zero, infatti un sacchetto con 10 biglie si può acquistare per poco più di 1 euro.

Il gruppo dei partecipanti può essere molto eterogeneo, ed il valore socializzante ed educativo non è certo inferiore a quello di altri sport.

Importante è il momento della costruzione della pista che si svolge di solito in gruppo e che unisce al momento di socializzazione un interessante componente di fisicità, manualità e creatività.

Nell'insieme, costruzione e giuoco, non sono privi da una certa complessità e per i bimbi in età pediatrica consigliamo l'assistenza di un adulto.

Il Cheecoting
Il termine cheecoting ha un etimo alquanto incerto e discusso e ad alcuni non piace. Comunque sia il termine ormai è passato nel circuito mediatico tanto che è stato utilizzato per intitolare la prima edizione di quella che oggi è la più importante manifestazione sulle biglie da spiaggia in Italia. L'assessorato allo sport di Rimini ha finanziato l'evento ed ha affidato all'accademia della sabbia la costruzione della grande pista da gara per i giocatori esperti, le due piste per i dilettanti e alcune sculture di sabbia sul tema biglie.L'evento si è svolto tra il 29/30 Aprile ed il 1 maggio ai bagni 26 e 27. Il tempo meteorologico è stato fortunatamente bellissimo e agli appassionati di cheecoting intervenuti si sono sommati molti riminesi al loro primo weekend in spiaggia ed i primi turisti.Il risultato è stato un afflusso di pubblico e curiosi ben superiore alle più rosee aspettative e già si parla di seconda edizione.

Le piste
Le piste per le biglie da spiaggia hanno subito negli anni una notevolissima evoluzione.

Le prime, come noto, venivano realizzate trascinando per le gambe un prescelto in modo che il suo sedere scavasse nella sabbia un solco di sezione più o meno rotondeggiante. Questo sistema è ancor oggi utilizzato dai praticanti più tradizionalisti: in effetti bisogna riconoscere che, per questo metodo, al fascino della tradizione si associ una notevole rapidità di esecuzione ed una certa componente goliardica che certo non guasta.

C'è poi chi al puro solco lasciato dalle natiche associa la costruzione di curve paraboliche dalle sponde alte, dei piccoli dislivelli o addirittura dei trabocchetti.

Noi dell'Accademia della Sabbia, in ordine ai nostri propositi associativi, non potevamo non proporci come specialisti nella costruzione di piste di sabbia.

Alcuni nostri associati, oltre ad essere giocatori storici vantano una esperienza trentennale nel campo della costruzione delle piste.

Il nuovo approccio al gioco delle biglie da spiaggia, oltre a tenere conto dei crescenti tecnicismi ed esigenze dei giocatori, deve tenere conto delle esigenze del pubblico che costituisce l'autentica novità di questi ultimi anni.

Se una volta il numero dei giocatori superava solitamente quello degli spettatori oggi è vero l'esatto contrario.

L'Accademia della Sabbia si è adoperata per aggiungere al gioco delle biglie da spiaggia una certa componente di spettacolarità che ne ha fatto qualcosa capace di catturare anche l'attenzione dei non praticanti.

La grande pista fatta a regola d'arte con rettilinei e curve accuratamente levigati, tunnel, dislivelli e particolari passaggi tecnici, si è rivelato il primo strumento capace di attirare il pubblico già durante le fasi di costruzione.

Piste di questa fattura utilizzate da giocatori esperti consentono tiri di lunghezza superiore ai 20 metri la cui spettacolarità viene sottolineata dalle ovazioni del pubblico.

In un certo senso le nostre piste si possono considerare delle vere e proprie scenografie interattive attorno alle quali viene spontaneamente a formarsi una sorta di arena umana.

I media
Sorprendentemente le biglie da spiaggia si sono rivelate valide anche a livello mediatico come ha testimoniato l'attenzione riservata dai mezzi di comunicazione agli ultimi eventi organizzati.

Gli operatori delle telecamere hanno avuto un gran da fare con i loro obiettivi per seguire le biglie in pista ed a cogliere le espressioni dei giocatori in un susseguirsi di primissimi piani e campi lunghi dalle difficili messe a fuoco.

Conclusioni
Le biglie da spiaggia non sono più un gioco di massa come qualche decennio fa; è un fatto però che il salto qualitativo delle ultime manifestazioni sul tema biglie, una maggiore mediaticità degli eventi ed anche il piacere della riscoperta di alcune tradizioni abbiano riacceso l'interesse intorno a questo gioco.

Le richieste che ci pervengono per organizzare gare di biglie sono in aumento e non è detto che il moltiplicarsi di questo genere di eventi non abbia una ricaduta sulla pratica di massa.

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